segunda-feira, 24 de agosto de 2009

as primeiras mil pessoas,


belchior,

você não sente nem vê
mas eu não posso deixar
de dizer, meu amigo

que uma nova mudança
em breve vai acontecer


.....................

belchior está definitivamente apagando duchamp.
é nosso artista mais radical. depois de apenas 30 canções e
silêncio repetido, agora inventou que sumiu. que morreu.
que partiu num rabo de um foguete e, vejam vocês, ainda
esqueceu um mercedes no estacionamento de um
aeroporto (medo de avião?) e uma dívida de 12 mil reais.
este é o gesto. e que a vida nos seja leve

domingo, 16 de agosto de 2009

quasi,

(Manoel ricardo de Lima, tradução de Davi Pessoa)

sospetto quasi-quanto se tu
sei gente, Aníbal. se esiste, credo in ciò
come qualcuno che disvia il corpo e la
croce, dal diavolo. o da dio. ma non
conosco

e questo è poco, pare che sia qualcosa tra
il diavolo e dio, ma non vedo. forse un
deserto, e non conosco

le cose, non so i posti, né
da dove cominciare, e tutte le volte tento
in una voragine all’inverso sapere
almeno un nome, le cose dal nome
dalla fine

o da fuori. un nome non dice. imparai
questo su una targa posta sul
pavimento. faceva caldo e nella stessa ombra
ricordai Zila sparendo perché serrai
bene gli occhi . e non
mossi un dito, finsi di morto –

avevo paura
dei miei nonni perché loro
non erano. catalogai solo l’immagine

ogni indiano non sa

cosa c’è tra Chiclayo e Piura. tra il diavolo
e dio. ma è meglio fare attenzione, tu
suggerisci –
e qualcuno può sempre concludere
invece o aver bisogno di concludere qualche
pensiero – qualcuno può decidere altra
cosa altro nome solo perché serrò
abbastanza gli occhi –

qualcuno può fare una
domanda a te e da questa finestra
chiusa, Aníbal, indicare la geografia di una
costa allineava e deserta intorno
intorno intorno e paura, centocinquanta
chilometri di larghezza e molta
paura. ma è

semplice, tu puoi dire che non
conosci o non riesci ad andare non
muovere un dito o fare finta di morto –

un tsaatan sopra la mia finestra racconta
dalla Mongolia –
dopo compita nomi a uno
a uno: Gobi, Dipinto, Kyzylkum, Takla
Makan, Nafud e Sechura. dice altri senza
fermarsi ma avviso a lui

ogni indiano non sa

e tu puoi rispondere che presso il chilometro
millecentoottantacinque tra il Perù e l’Ecuador,
al nord, c’è una strada di terra che porta ad un
pezzo di oceano pacifico,
fisso, lì. o che questo già sparì. O tu puoi
rispondere con qualche vestigio qualche
aridità stracci e immondizia altro resto
di polvere qualche abbraccio

o fare un disegno in miniatura
di Zararumilla – inviare dalla posta. ma anche tu
puoi pure non muovere un
dito. e probabile le sfiducie
finiscano

[Davi Pessoa é, antes, um amigo. É também professor e tradutor de língua e literatura italiana. Faz doutorado em Teoria Literária, UFSC, com pesquisa sobre os romances de Elsa Morante e Macedonio Fernández. Publicou Terceira Margem: Testemunha, Tradução (Editora da Casa, 2008) e a traduziu A razão dos outros (Lumme Editor, 2009), de Luigi Pirandello]